LA TUTELA DELL’AUTORITÀ NON PUÒ DIPENDERE DAL COLORE DELLA DIVISA

La recente pronuncia della Corte di Cassazione riaccende il dibattito sulla necessità di una riforma che riconosca alla Polizia Locale pari dignità ordinamentale rispetto alle Forze di Polizia previste dalla Legge n. 121/1981.

La recente pronuncia della Corte di Cassazione – Sezione VI Penale, sentenza n. 14741 del 23 aprile 2026 ha riportato al centro dell'attenzione un tema che da anni interessa migliaia di appartenenti alla Polizia Locale: quello della piena tutela dell'autorità dello Stato e della pari dignità istituzionale di tutte le divise.

La Suprema Corte non ha affermato che insultare un appartenente alla Polizia Locale sia meno grave che offendere un agente della Polizia di Stato, un Carabiniere o un appartenente alla Guardia di Finanza. Ha tuttavia precisato che, nei casi di oltraggio a pubblico ufficiale, la preclusione all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto deve essere valutata, per gli appartenenti alla Polizia Locale, verificando se l'operatore, al momento dell'offesa, stesse esercitando funzioni di ufficiale o agente di polizia giudiziaria oppure di agente di pubblica sicurezza.

È un principio giuridico che apre inevitabilmente una riflessione.

La Polizia Locale opera quotidianamente quale presidio di legalità nelle città italiane. Interviene nei servizi di sicurezza urbana, nella polizia stradale, nelle attività di polizia giudiziaria, nei controlli ambientali e commerciali, nelle emergenze di protezione civile e in numerose altre funzioni essenziali per la collettività. Ogni aggressione, ogni minaccia e ogni oltraggio rivolti a un appartenente alla Polizia Locale rappresentano un'offesa all'autorità dello Stato e non possono essere percepiti come meno rilevanti in ragione della funzione concretamente esercitata in quel momento.

L'autorevolezza della Repubblica non cambia con il colore della divisa.

Per questo motivo la sentenza della Cassazione deve rappresentare uno stimolo per il Parlamento affinché porti rapidamente a compimento la legge delega sulla riforma della Polizia Locale. È giunto il momento di superare definitivamente un impianto normativo non più adeguato all'evoluzione delle funzioni svolte dai Corpi di Polizia Locale.

La futura riforma dovrà riconoscere alla Polizia Locale pari dignità istituzionale, pari tutela giuridica e pari considerazione ordinamentale rispetto alle Forze di Polizia ricomprese nel sistema delineato dalla Legge n. 121 del 1° aprile 1981.

Non si tratta di rivendicare privilegi né di creare sovrapposizioni di competenze. Si tratta di riconoscere una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: migliaia di donne e uomini della Polizia Locale operano ogni giorno con le medesime responsabilità, affrontano gli stessi rischi, subiscono le stesse aggressioni e rappresentano, spesso, il primo e più immediato presidio dello Stato nei confronti dei cittadini. Uno Stato moderno non può consentire che vi siano divise percepite come maggiormente tutelate e altre costrette a rivendicare il riconoscimento del proprio ruolo.

La sicurezza è una sola. L'autorità della Repubblica è una sola.

E una divisa dello Stato non può valere meno di un'altra.