“Quando la sicurezza serve siamo Forza di Polizia, quando si riconoscono i diritti non esistiamo” 12 Giugno facciamo sentire la ns. Voce

Care Colleghe e Cari Colleghi,

ancora una volta avevamo ragione.

Con l'approvazione dell'art. 13 della recente legge regionale, pubblicato nella G.U.R.S. n. 25 del 5 giugno 2026, la Regione Siciliana ha deciso di riconoscere la circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico extraurbano a Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e Corpo Forestale Regionale, escludendo deliberatamente la Polizia Locale.

L'ennesimo schiaffo istituzionale ad una categoria che ogni giorno opera sulle strade, garantisce sicurezza urbana, svolge attività di polizia giudiziaria, interviene negli incidenti stradali, combatte l'abusivismo, collabora con Procure, Prefetture e Forze di Polizia dello Stato e che durante il periodo Covid ha assicurato controlli e servizi essenziali rischiando in prima persona.

La cosa più grave è che questa esclusione non è frutto di una dimenticanza, ma di una precisa scelta politica.

Eppure qualcuno ha avuto persino il coraggio di mettere in dubbio l'esistenza dell'emendamento e delle sue conseguenze, chiedendo addirittura "le prove". Oggi le prove sono nero su bianco nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

Da anni ANVU Sicilia porta avanti battaglie concrete per la categoria. Abbiamo chiesto la gratuità del trasporto pubblico, già riconosciuta in diverse regioni italiane come Lazio, Campania e Veneto. Abbiamo chiesto il riconoscimento del servizio svolto durante l'emergenza Covid, producendo documentazione, provvedimenti adottati da altre Regioni e proposte a costo zero per l'Amministrazione regionale. Tutto ignorato.

Ancora una volta la Sicilia si distingue per ciò che non fa.
Mentre altrove si valorizza la Polizia Locale, qui la si continua a considerare un corpo residuale, utile solo quando serve presidiare il territorio, affrontare emergenze, garantire ordine e sicurezza, ma sistematicamente dimenticato quando si tratta di riconoscere diritti e dignità professionale.

Per questo la manifestazione del 12 giugno a Roma assume oggi un significato ancora più importante.
Non è una battaglia sindacale.
Non è una questione economica.

È una questione di rispetto, dignità e riconoscimento istituzionale.
Chi potrà essere presente a Roma lo faccia con orgoglio. Chi non potrà esserci faccia comunque sentire la propria voce. Il silenzio, oggi, equivale ad accettare che altri decidano per noi e continuino a considerarci lavoratori di serie B.

La Polizia Locale non chiede privilegi. Chiede soltanto ciò che le spetta.
Dopo anni di promesse, rinvii ed esclusioni, è arrivato il momento di dire con forza:
ORA BASTA.
Il 12 giugno facciamo sentire la voce della Polizia Locale italiana.

Giovanni Battista D'Amico
Consigliere Nazionale ANVU
Presidente Regionale ANVU Sicilia